La continua evoluzione degli scenari turistici decreta la rivincita del famigerato turista fai-da-te. Sempre più viaggiatori e meno villeggianti, alla ricerca di un ruolo attivo in una vacanza coinvolgente, i turisti del terzo millennio escono dalla nicchia e diventano trend consolidato. Tipicità experience, nella prossima edizione in programma a Fermo dal 7 al 9 marzo spinge sull’acceleratore proponendosi con un carnet variegato di esperienze di viaggio, dalle Marche al mondo.

Goffi e in evidente stato di disagio, da soli circondati da gente che parla una lingua diversa, con abitudini diverse, in poche parole nel panico. Questo era il ritratto che un celebre spot, a cavallo tra gli anni 80 e 90, restituiva del turista fai-da-te, contrapposto al più sicuro e felice turista organizzato che si gode il relax vacanziero circondato dai tutti i confort.

Passano i decenni, il mercato del turismo si trasforma ed ecco che uno spauracchio generazionale si trasforma nell’ideale di vacanza per la generazione successiva. Perché oggi il turista è cambiato, non vuole più essere lo spettatore di una storia già scritta, ma vuole sfondare la quarta parete, entrare nella trama per giocare un ruolo e non necessariamente da protagonista. Oggi si cerca l’esperienza.

Con questa filosofia è nato Tipicità experience, il salone del turismo esperienziale o, più semplicemente, il salone delle esperienze di viaggio. Un percorso espositivo che stand dopo stand non presenta semplicemente territori da visitare, ma esperienze da vivere.

L’esperienza in fin dei conti non rappresenta una rivoluzione, ma un ritorno alle origini. L’uomo nella sua storia si è sempre mosso alla ricerca di qualcosa, le civiltà preistoriche erano nomadi dopotutto, si spostavano alla ricerca di cibo. Con l’arrivo dell’agricoltura l’obiettivo del viaggio è diventato la ricerca di risorse, la conquista di nuove terre. Nelle storie medioevali troviamo i cavalieri erranti che si spostavano alla ricerca di avventure e di imprese eroiche. Agli inizi del XX secolo si arriva al viaggio della speranza, alla ricerca di una vita migliore in fuga dall’altra parte del mondo. Poi l’essere umano si è trovato improvvisamente circondato da tutto quello di cui aveva bisogno e il viaggio si è trasformato in villeggiatura, una semplice traslazione fisica, lasciando il più possibile immutate le abitudini della città, routine lavorativa a parte.

Nel nuovo millennio la vacanza cede il passo al ritorno prepotente del viaggio, non più votato alla ricerca di risorse, oggi il viaggiatore ricerca se stesso e lo fa attraverso esperienze che lo mettano alla prova. Nel villaggio globale delle compagnie low cost anche la destinazione perde di importanza. Un’esperienza può essere vissuta a pochi passi da casa, l’importante è mettersi alla prova, basta regalarsi uno short-break lungo una strada del vino, un soggiorno in agriturismo abbinato ad un corso di cucina tipica, di ceramica o di pittura.

Tipicità experience mira a raccontare questo nuovo modo di viaggiare, tra eventi fortemente legati all’identità locale, proposte turistiche innovative e tradizionali, nuove tecnologie capaci di aiutarci nel corso delle nostre avventure fuori porta. Un padiglione ricco di emozioni che nel corso del tempo si è allargato arrivando ad ospitare proposte turistiche provenienti da tutta Italia e dal mondo. Perché in definita l’essenza dell’esperienza è nel confronto.