Il prossimo 26 ottobre segnerà il terzo anniversario del terremoto che nel 2016 ha sconvolto le vite degli abitanti delle regioni del centro Italia. Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria, da quell’evento, sono cambiate radicalmente. I danni agli edifici sono solo il più evidente sintomo di un male che, più di ogni cosa, ha segnato la quotidianità, la vita e l’aspettativa del futuro per intere popolazioni.

Il video che potete visionare in calce è stato realizzato nel febbraio dal 2017, a pochi mesi dal sisma. Marco Ardemagni, voce simbolo del programma radiofonico di Radio Due, Caterpillar AM l’11 Febbraio 2017 pubblicava su Facebook il seguente post.

Da questo post è nata l’idea di un video che mostrasse l’impatto che il terremoto aveva avuto sulla vita di una comunità.

A distanza di tre anni molte delle domande poste dalla comunità restano insolute, non solo per la comunità di Camerino, ma per un comprensorio ampio che investe quattro regioni, interi tessuti economici e sociali. Paradossalmente un paese ricco di bellezze storiche e artistiche come l’Italia, trovandosi a fronteggiare eventi così drammatici, si trova davanti ad esigenze contrastanti: da una parte la necessità immediata di ricostruire la normalità, ristrutturare le case, far ripartire le attività educative, lavorative e ricreative, dall’altra parte c’è il patrimonio artistico, che richiede tempi più lunghi per essere tutelato e rigenerato. Eppure, nei borghi del nostro Paese storia, arte e vita quotidiana si compenetrano e formano un unicum, così la bellezza del passato talvolta rischia di diventare un ostacolo alla costruzione di un futuro.

Come dice Marco Ardemagni nel video, non ci sono risposte o soluzioni facili, non si può scegliere una via ignorandone altre. Facendo riferimento al video, alcune cose sono cambiate, il tendone che ospitava il city park è stato sostituito da un centro commerciale che ospita i negozi che un tempo si trovavano nel centro storico. Lo stesso centro storico a poco a poco si sta riaprendo e i cittadini ospitati nei moduli provvisori e nelle strutture ricettive della costa ora vivono nelle SAE (Soluzioni Abitative di Emergenza). Ma il futuro?

Il futuro resta un’incognita per tutta l’area, ancora oggi, terremotata. I centri storici tra dieci, vent’anni saranno ancora il cuore della vita cittadina? Il fenomeno della migrazione verso le periferie, o più in generale lo spopolamento delle aree montane che affligge tutta Europa, può essere arginato da una ristrutturazione o si deve abbracciare una visione nuova, capace di trasformare questo patrimonio in qualcosa di più?

Per capire il presente e costruire il futuro l’Università di Camerino ha avviato il progetto Unicamontagna, che nella rinascita creativa dell’entroterra vuole ridefinire il ruolo delle risorse e degli attori locali per riavviare l’economia dell’entroterra. Un progetto che guarda oltre il presente e il territorio, che vuole essere un punto di incontro per tutte quelle zone interne e montuose che condividono criticità ed opportunità.